Si sta diffondendo in Italia la pratica del Coaching quale processo di counselling
volto ad incrementare le performance e le competenze della singola persona.
Nella pratica sportiva il Coach è colui che aiuta i giocatori ad allenarsi,
a migliorare le proprie prestazioni.
In ambito aziendale questa figura segue la persona in modo individuale e personalizzato
svolgendo un programma di miglioramento professionale e personale. Il Coach
spinge l'individuo a prendere consapevolezza di quei punti critici che gli
impediscono di esprimersi al meglio, lo aiuta a focalizzarsi su degli obiettivi
facendo leva sui suoi punti di forza.
Quello che è peculiare nel coaching è la possibilità
per il manager/professionista di potersi confrontare liberamente con un consulente
esterno (opportunamente preparato) che, proprio perché parte neutrale
e distaccata emotivamente, può aiutarlo a gestire cambiamenti o situazioni
lavorative particolari (conflitti, decisioni, relazioni) che generalmente
sono fonte di stress e malessere psicofisico.
Il coaching si è diffuso negli States in ambito aziendale trovando
positivi riscontri e ponendosi come pratica parallela alla Formazione da cui
si differenzia per modalità e obiettivi.
Mentre la Formazione viene eseguita in gruppo e con obiettivi didattici che
incrementano le competenze tecniche, il coaching si focalizza sulle difficoltà
personali/relazionali/emotive che il singolo riscontra nella propria realtà
lavorativa.
Il coaching è dunque una modalità di counselling individuale
in cui il cliente, facilitato dal suo coach, si focalizza sui seguenti obiettivi:
- aumentare la propria stima,
- assecondare le proprie attitudini,
- migliorare capacità di relazione e comunicazione,
- focalizzare meglio i propri obiettivi,
- canalizzare meglio le energie,
- affrontare costruttivamente le difficoltà lavorative
- affrontare periodi di transizione-gestisce i conflitti.
Il coaching non è psicoterapia, elabora i blocchi emozionali nella
misura in cui impediscono al cliente di realizzarsi e di sfruttare appieno
le proprie competenze. E' un processo focalizzato su quelle che Daniel Goleman
ha denominato "competenze emotive" cioè quel "saper
essere" che non si apprende nelle aule dell'Università o nei corsi
di specializzazione ma in setting appropriati di counselling individuale o
di gruppo.
Possiamo schematizzare le competenze personali e relazionali (saper essere)su
cui si lavora in un processo di Coaching:
Competenza personale
determina il modo in cui controlliamo noi stessi
La conoscenza dei propri stati interiori, preferenze, risorse, intuizioni
Consapevolezza di sè
- Consapevolezza emotiva
- conoscenza dei propri punti di forza e punti critici
- fiducia in se stessi
La capacità di dominare i propri stati interiori,impulsi e risorsePadronanza
di sè
- autocontrollo
- fidatezza
- coscienziosità
- adattabilità
- innovazione
La capacità di saper canalizzare la propria energia emotiva verso il
raggiungimento di obiettivi
Motivazione
- spinta alla realizzazione
- impegno
- iniziativa
- ottimismo
COMPETENZA SOCIALE
Il modo in cui gestiamo le relazioni con gli altri
Empatia La capacità di "mettersi nei panni dell'altro" come
se fossero i propri
- comprensione degli altri (sentimenti, prospettive, interesse)
- assistenza e riconoscimento altrui
- promozione sviluppo altrui
- sfruttamento delle diversità
- consapevolezza dinamiche di gruppo
Abilità sociali Saper comunicare e relazionarsi
- influenza
- comunicazione
- leadership
- gestire il cambiamento
- gestione del conflitto
- costruzione di legami
- collaborazione e cooperazione
- lavoro in team
Il processo di coaching viene deciso e programmato tra coach e cliente; insieme
decidono modalità di lavoro e obiettivi da conseguire. Possiamo generalmente
affermare che il coach ed il suo cliente si incontrano periodicamente per
un colloquio, comunicano per e-mail o telefono e qualsiasi altra modalità
a loro congeniale. Il Coach è tenuto alla segretezza professionale
ed a garantire un setting di lavoro discreto che garantisca la privacy del
cliente.
E' utile precisare che il coach deve essere un professionista preparato nel
gestire il setting individuale e di gruppo, deve avere grossa esperienza "vissuta"
nel padroneggiare modalità di counselling (ascolto, empatia, comunicazione)
nonché avere una solida preparazione psicopedagogica.
Al Coach è inoltre richiesta una buona conoscenza delle dinamiche e
dei processi relazionali in contesti lavorativi.
E' importante che il Coach sia iscritto ad un Albo o Associazione professionale,
ciò garantisce la sua professionalità e competenza.