Il fenomeno del sostegno psicologico offerto in Rete - già manifestatosi
con ampiezza in America da più di un decennio - si è recentemente
diffuso anche in Italia. In questo contesto - dopo un anno di sperimentazione
gratuita - sulla base dei confortanti risultati ottenuti e nell'attenta valutazione
dei rischi e dei benefici, il Centro Psycoinside ha avviato questo servizio
istituendo in rete il sito www.Psychoinside.it e pubblicando i dati fino ad
oggi raccolti sul volume "@psychotherapy. Risultati preliminari di una
ricerca sperimentale italiana", a cura di Tonino Cantelmi, Simonetta
Putti, Massimo Talli, Edizioni Universitarie Romane, 2001.
Per saperne di più abbiamo intervistato il Prof. Tonino Cantelmi, DSM-ASL
Roma A, Istituto di Psicologia, Pontificia Università Gregoriana.
Professor Cantelmi, come è nato ed in cosa consiste il progetto @psycoterapy,
di cui avete recentemente pubblicato i primi risultati?
Internet si configura come una rete complessa, che fornisce molteplici strumenti
agli utenti. Questi strumenti sono a disposizione, ovviamente, anche degli
operatori della salute mentale. Leggere sulla stampa notizie relative alla
psicoterapia on-line ha suscitato in noi, come nella maggior parte degli psicoterapeuti,
un iniziale sconcerto, poi la considerazione è andata modificandosi:
"Perché escludere a priori?" ci siamo detti. Così
è nato il progetto, consapevoli della necessità di dibattere
le regole tecniche e di stabilire delle linee guida legate agli aspetti etici
e deontologici correlati. Alla fine del 1999 abbiamo iniziato la sperimentazione
per osservare e verificare la fattibilità e la fruibilità di
un aiuto psicologico in Rete. Nella ricerca l'attenzione era stata mirata
all'osservazione ed alla verifica della fattibilità di una psicoterapia
on-line, della quale abbiamo fornito una prima definizione: l'e-psycoterapy,
nella sua accezione più ampia, è quel "trattamento e cura
non farmacologica dei disturbi della psiche conseguibile all'interno di una
relazione terapeutica caratterizzata dall'assenza fisica dei due partner".
Sappiamo che il progetto è ancora in sperimentazione ma vi sono, seppure
parziali, le prime valutazioni.
Può darci qualche numero sulla portata del progetto ed i primi risultati
derivati dall'analisi dei dati pervenuti ad oggi?
In un anno di sperimentazione, il Centro Psycoinside ha registrato circa 10.000
accessi e ricevuto 1.500 richieste di consulenza e psicoterapia. Sono state
intraprese circa 100 psicoterapie ed effettuate circa 50 consulenze affrontando
problematiche relazionali, disturbi d'ansia e attacchi di panico, fobie ed
ossessioni, disturbi sessuali e dell'identità sessuale, depressione,
disturbi della sfera alimentare. I principali strumenti presenti in Rete messi
a disposizione degli utenti sono la chat, la e-mail, la video camera; questi
tre strumenti creano altrettante tipologie diverse del rapporto paziente-terapeuta.
L'utenza è stata prevalentemente italiana anche se c'è stata
una presenza di stranieri parlanti lingua italiana. Si è notata una
leggera prevalenza di richieste provenienti da uomini (52,9%) rispetto alle
richieste provenienti da donne (47,1%). L'età media è stata
di circa 30 anni, in un range medio che va dai 17 ai 50; abbiamo registrato
la richiesta di un utente di 77 anni. Il progetto, però, è ancora
in fase sperimentale ed al momento possiamo trarne conclusioni provvisorie
e orientanti successive linee di ricerca.
Quali considerazioni avete tratto da questa ricerca sperimentale, la psicoterapia
on-line può essere considerata una via praticabile?
Valutati rischi e benefici, la fattibilità della @psycoterapy è
apparsa confermata. La psicoterapia on-line, configurando una via nuova, ha
suscitato reazioni di diversificate che spaziano dalla indifferenza ad un
sentimento di resa, ma lasciano anche intravedere la possibilità di
una integrazione laddove il campo specifico trovi migliore riferimento in
linee guida etiche e deontologiche. La fruizione delle vie telematiche di
comunicazione è un fenomeno in rapida crescita, perciò riteniamo
che sempre più frequentemente le comunicazioni in rete costituiranno
per noi non solo un oggetto di osservazione e analisi, ma anche un nuovo strumento
di cura. Si tratta, per usare una feconda espressione di Otto Rank, di "usare
terapeuticamente la realtà".
Quali sarebbero vantaggi e svantaggi che il paziente può trarre dalla
psicoterapia on-line?
Nel fare questa valutazione abbiamo considerato anche quanto ci riferivano
via via, gli stessi pazienti. Riflettendo sul tema dei possibili rischi connessi
all'uso di Internet, abbiamo preso atto che la Rete diventa una dimensione
poliedrica e multiforme, nella quale l'utente può reperire sia il campo
di applicazione del proprio disturbo, sia la cura dello stesso. I potenziali
rischi connessi ad una psicoterapia on-line sono quelli legati all'utilizzo
di Internet: l'uso intensivo può esporre l'utente a materiale negativo
facilmente reperibile e questa esposizione può provocare un'attrazione
potenzialmente dannosa; vi è poi la possibilità che si sviluppi
un Internet Addiction Disorder. Altri rischi ancora sono quelli relativi alla
riservatezza, alla assenza di un contatto visivo e auditivo, alla "competenza
nuova" richiesta dallo stesso medium multimediale. Vi sono però
da considerare anche i potenziali benefici, costituiti dalla facilità
d'accesso, dalla modalità di comunicazione asincrona, dal possibile
anonimato. La facilità di utilizzo delle e-mail consente poi, il contatto
col terapeuta anche a persone che avrebbero difficoltà ad accedere
ad una terapia tradizionale, per motivi legati allo stato fisico ma anche
alla dislocazione logistica. Vi sono anche problemi pratici legati alle tecnologie
multimediali… Si, abbiamo anche considerato che la comunicazione paziente-terapeuta,
essendo supportata dalle tecnologie multimediali può essere soggetta
ad interruzioni imprevedibili dovute a cause tecniche, dalla banale mancanza
di corrente alla disconnessione del provider; il rapporto comunicazionale
viene pertanto ad assumere una costitutiva potenziale fragilità. Caratteristica
che va valutata e considerata nei possibili echi del vissuto emozionale del
paziente. Inoltre, la psicoterapia on-line può presentare il rischio
dello stabilirsi di una relazione superficiale tra terapeuta e paziente, rischio
questo che può essere contenuto e ammortizzato solo dalla specifica
competenza del terapeuta. I problemi etici sono forse il dubbio principale,
proposto soprattutto da coloro che non vedono di buon occhio questa "evoluzione
mediatica" della psicoterapia.
Come avete considerato tali perplessità?
Per quanto riguarda l'etica di una eventuale psicoterapia fornita tramite
Internet, il problema principale sarebbe legato alla possibilità stessa
di formulare una diagnosi a distanza ma, in analogia a quanto facciamo nella
terapia tradizionale, non abbiamo mai esplicitato inquadramenti diagnostici.