I cambiamenti del modello familiare negli ultimi venti anni sono evidentissimi.
Si è passati dal modello patriarcale-traizionale, al modello "nucleare"
o monogenitoriale e le differenze tra i due modelli sono tante. Nella famiglia
attuale i ruoli sono omologati , la donna va a lavorare, i figli sono pochissimi
(siamo il Paese con il più basso indice di fecondità del mondo,
circa 1.2), vi è un innalzamento dell'età materna al primo figlio
intorno ai 30 anni, si ravvisa una instabilità della coppia genitoriale
dovuta anche alla crescente necessità di trovare un lavoro.
Per continuare ad ottemperare alla fondamentale funzione di mediazione tra
individuo e società, la famiglia necessita di "sostegno"
per ognuno dei suoi membri: bambino, adolescente, donna, uomo, genitori, anziano.
Tale sostegno si estrinseca in progetti educativi con modalità operative
quali colloqui, gruppi di Auto-Aiuto, attività di animazione, scuole
per genitori.
Psicologi, pedagogisti, assistenti sociali, medici, sociologi, esercitano
in tal senso la fondamentale attività di Counselling. Nel Counselling
s'instaura una relazione d'aiuto in cui il Counsellor (un professionista opportunamente
formato) facilita un processo di consapevolezza e crescita di un singolo o
di un gruppo di persone.
Nel setting individuale il Counsellor agisce quale facilitatore di un processo
di crescita del cliente. In tal contesto il counsellor non dà consigli,
non fa prediche, non prende decisioni al posto del cliente (non paziente che
già nel termine evoca canali comunicativi unidirezionali) ma agisce
da "specchio" che riflette quello che avviene nel setting.
I gruppi di Auto-Aiuto rappresentano una interessante risorsa alternativa
e supplementare per il sostegno di persone in difficoltà, ed una strada
praticabile per una maggiore consapevolezza del proprio Sè. I gruppi
di Self Help sono un fenomeno ormai diffusissimo negli Stati Uniti ed in molti
Paesi dell'Europa Settentrionale, di più recente formazione, invece,
nella realtà italiana.
Un gruppo di Auto-Aiuto può nascere in risposta a diversi bisogni (genitorialità,
periodi di transizione, sviluppo interiore, handicap, tossicodipendenza, ecc...)
e nasce sempre attorno a una esigenza condivisa da tutti i membri. Il suo
obiettivo è il sostegno emotivo attraverso la rottura dell'isolamento
e la condivisione reciproca, con lo scopo di migliorare le capacità
sia psicologiche che comportamentali dei partecipanti.
Nel Counselling familiare il Counsellor attua un processo il cui obiettivo
primario è il ripristino di una comunicazione costruttiva che aiuti
i componenti del nucleo familiare a centrarsi sulla relazione e relativi contenuti.
Tale processo consiste in una serie di incontri con l'intero nucleo familiare,
focalizzati sulla relazione (dinamiche, difficoltà e prospettive).
Il setting può essere formato dalla coppia o dai genitori con figli;
può far ricorso al counselling anche un solo membro (counselling unilaterale
di coppia) per suoi specifici problemi relazionali all'interno della coppia.
Vi sono modalità di Counselling per genitori il cui fine è il
sostegno della consapevolezza del proprio ruolo, nella chiarificazione e congruenza
di eventuali scelte. Il counselling per genitori si rivolge ai soggetti che,
in particolari nodi critici congiunturali (decisioni da prendere, problemi
o difficoltà da affrontare, problematiche legate alla loro competenza
affettiva e relazionale) possono beneficiare della relazione di aiuto non
direttiva.
La Mediazione Familiare è un processo il cui obiettivo generale è
il sostegno della coppia che ha deciso di rompere il legame matrimoniale e
che necessita di un professionista competente e neutrale. Il processo di Mediazione
è centrato su presente e futuro. Il presente interessa quale situazione
attuale contraddistinto dal conflitto in atto (sentimenti, sensi di colpa,
risentimenti, prese di posizione unilaterali). Il futuro si caratterizza quale
varietà di possibilità e decisioni da prendere per riformulare
le proprie condizioni di vita: l'affidamento dei figli, l'assegno di mantenimento,
la riorganizzazione delle relazioni familiari (eventuali nuovi partner), le
modalità di scelta relative all'educazione dei propri figli, il ripristini
di una comunicazione costruttiva.
Il Mediatore è un terzo neutrale il quale possiede competenze trasversali
(problemo solving, tecniche di gestione e negoziazione del conflitto) che
gli consentono di ripristinare all'interno della coppia una comunicazione
costruttiva basata sui contenuti, sulla dimensione presente-futuro e per la
tutela di eventuali figli. La Mediazione Familiare risulta essere una modalità
di separazione alternativa e meno dolorosa e costosa di quella giudiziale.
Le Scuole -laboratorio per genitori si rendono necessarie per sostenere gli
adulti nella sempre più difficile funzione genitoriale. L'obiettivo
è di lavorare sul "sentirsi genitori" e quindi su tutto il
carico emotivo che ciò comporta. L'errore di molte esperienze siffatte
è di fare incontri-conferenze in cui c'è il pedagogista o lo
psicologo di turno che risponde ai quesiti dei genitori e fornisce "ricette"
e consigli. Invece, nelle scuole-laboratorio il genitore si mette in gioco
con le proprie incertezze, contraddizioni e, con opportune tecniche di animazione,
fa luce su di esse sperimentando modalità diverse e più efficaci,
nell'agire educativo.
Queste alcune delle proposte per sostenere la famiglia nell'affrontare le
sfide del "vorticoso" e sempre più complesso agire sociale.